Le esperienze dirette sui campi di battaglia sono sempre drammatiche, ma anche i lunghi tempi morti, di effettiva noia, ne fanno parte. La guerra non è solo azione, è anche e soprattutto una lunga e logorante attesa, tra la pioggia battente, il gelo della neve, l’umidità, il fango, il sole accecante, i fortini, le gallerie, le trincee. I soldati vivono gran parte del loro tempo nell’incertezza, mentre aspettano esperienza drammatiche, di morte e distruzione. Ne emerge una visione talvolta allucinata della calma, una ricerca febbrile della normalità dove normalità non c’è, uno sguardo fin troppo distaccato dall’orrore.

Come a voler creare un muro di vetro, in grado di fungere da lente distorta, che separi dalla realtà.